L'attuale Sede di Economia nasce come Biblioteca della Regia Scuola Superiore di Applicazione per gli Studi Commerciali negli ultimi decenni dell'Ottocento e conta nel 1887 4.500 volumi che salgono a 7.281 nel 1889, tra cui 71 periodici. L'intento di fornire gli strumenti scientifici indispensabili agli studenti tramite la costituzione di una ricca biblioteca viene tenacemente perseguito dal Prof. Enrico Bensa, che si dedica con passione non solo ad acquisire volumi ma anche a compilare inventario, catalogo per autore e per materia secondo le indicazioni della Biblioteca del Museo Britannico, modello per i principi base dell'ordinamento, per le schede catalografiche e per l'arredamento.

La scarsità di fondi e la molteplicità delle discipline, assai differenziate fra loro, non facilitano questo compito: si privilegiano inizialmente fondi di materiale geografico (nel 1888 viene acquistato un globo proveniente dalla Germania) e volumi di computisteria commerciale ma, in rapida successione, tramite opere di consultazione corrente e testi di difficile reperibilità, l'offerta di materiale didattico si allarga "per guisa che ogni istituto commerciale si presentasse allo studio sotto tutti i suoi aspetti". Contribuiscono all'accrescimento del patrimonio librario Enti economici, Istituzioni di varia natura, Ministeri, Camere di commercio, Consolati italiani e stranieri.

Fino agli anni Trenta del Novecento più di un terzo dei volumi è ricevuta in dono. La Biblioteca costituisce già da allora per gli studiosi dell'Istituto un mezzo di comunicazione con gli ambienti economici e con la città nel suo complesso, per la quale è un punto di riferimento culturale; in particolare, gli operatori economici genovesi la considerano un servizio per la città.

La sede, nel frattempo, si sposta da Via D.Chiossone a Palazzo Spinola, in Via Garibaldi, e, finalmente, nelle ampie corsie del secondo piano dell'ex Ospedale di Pammatone. Qui la nuova Facoltà di Scienze economiche e Commerciali ha a disposizione per sé e per la città più di 56.000 volumi che vengono tuttavia distrutti dal bombardamento dell'ottobre 1942.

Negli anni successivi i docenti della Facoltà di Economia e Commercio iniziano l'opera di ricostruzione di quello che rappresenta il nucleo iniziale dell'attuale biblioteca di Facoltà: dai registri inventariali si scopre che dai primi mesi del 1944 si procede ad acquisti presso le librerie antiquarie, vengono acquistate in blocco le biblioteche di Attilio Cabiati e del Prof. Renzo Fubini di Torino.

Nel 1947 viene sostituita la Commissione direttiva con la figura del Direttore docente e si concretizza con l'elezione del Prof. Francesco Borlandi nel 1950; mentre si inizia la formazione di cataloghi specializzati, si istituisce il registro incaricato ad accogliere le richieste di materiale librario dei docenti. Poiché la biblioteca è giudicata elemento indispensabile per il normale funzionamento della Facoltà ed essenziale al suo tradizionale prestigio, il Consiglio dei docenti le rivolge particolare attenzione e, pur nelle ristrettezze della nuova sede logistica di Via Bertani 1, non esita a sacrificare gli studi dei docenti a favore di una adeguata collocazione dei libri e di una idonea sistemazione della sala di lettura. Viene così istituito un "contributo speciale annuo di biblioteca [...]" a carico di tutti gli iscritti alla Facoltà.

Attraverso questo difficile ma continuo cammino, alle soglie del nuovo millennio la biblioteca si offre agli utenti dell'Ateneo e di tutta la città in una veste profondamente rinnovata sia dal punto di vista logistico sia strutturale.

Fonte: "Dalla Scuola Superiore di Commercio alla Facoltà di Economia", a cura di Paola Massa Piergiovanni